Prati di varie tipologie sino a giardini completi di alberi  sulle sommità degli edifici ecco signori e signore i tetti verdi, chiamati anche tetti marroni o green roof, l’ultima frontiera della bioedilizia!

Sui  tetti, nei  i cortili e sulle pareti degli edifici pubblici e privati dopo il verde verticale si parla sempre di più del  cosiddetto verde pensile, che non ha semplicemente  un ruolo estetico e di miglioramento dell’inserimento paesaggistico dell’edificio ma svolge importanti funzioni di utilità diretta sull’impatto ambientale.

I tetti verdi  sono un ottimo  strumento per raggiungere obiettivi di compensazione, mitigazione e miglioramento ambientale, anche su scala territoriale.

Miglioramento del microclima, influsso sugli ambienti interni e isolamento dal rumore esterno sono solo alcuni fra i vantaggi dei cosiddetti green roof, tetti verdi.

Non  semplici fioriere installate sui tetti insomma, ma veri e propri giardini, con piante vere e vive sull’onda dei giardini verticali.

Dal 2007 le regole di progettazione di queste coperture sono state  raccolte e messe  in un’unica norma nazionale, la  UNI 11235.

In molti casi il verde pensile potrà essere poi integrato con infrastrutture aggiuntive, come elementi di arredo o l’installazione di pannelli solari per la produzione di energia.

Tutte le peculiarità dei tetti verdi, si riscontrano anche nel verde verticale inteso come pareti perimetrali della casa ricoperti di verde.