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Le bulbose autunnali

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Si definiscono in maniera generica “bulbi autunnali” tutti quei bulbi, cormi, rizomi, tuberi, che vanno messi a dimora in autunno e fioriranno la primavera successiva. Tulipani, narcisi, muscari, crochi, ecc. appartengono a questo gruppo.
Il “bulbo” è un organo della pianta che vi immagazzina le riserve energetiche per la fioritura, ogni anno è dunque necessario concimare adeguatamente i bulbi prima della fioritura, e anche dopo, se li si lascia nel terreno per l’inselvatichimento.
In natura le piante formano un bulbo per via delle scarse piogge, in modo da poter contare su una riserva d’acqua.
Quindi, qualsiasi bulbo piantiate, abbiate cura che il drenaggio sia più che ottimo: il modo sicuro per ammazzare un bulbo è far ristagnare l’acqua.
Se il vostro terreno è argilloso potrete contare su una buona quantità di nutrienti in partenza ma su un pessimo drenaggio: occorre dunque interrare sabbia fine di fiume (va bene anche quella di mare, ma in questo caso occorre lavarla molto bene), una buona quantità di compost e pacciame di foglie per arricchire e alleggerire il terreno.
Se il terriccio è di medio impasto provvedete solo al drenaggio sul fondo, e se è sabbioso incorporate molto compost e molto pacciame di foglie.
Spolverate con un po’ di cenere di legna e bentotamnio o bentonite.
Mettete a questo punto a dimora i bulbi.
La regola generale prevede che un bulbo vada interrato a tre/quattro volte la sua altezza, ma non è una regola univoca.
I ranuncoli vanno interrati con le parti allungate verso l’alto, i crochi vanno interrati molto in
profondità, così come la maggior parte dei bulbi boschivi, mentre i gigli della Madonna e l’Hymenocallis festalis vogliono avere le “spalle” scoperte.
I bulbi più semplici da coltivare sono i narcisi, che non hanno il difetto di “sparire” come i tulipani, che devono essere ripiantati ogni anno.
Anche i giacinti tendono a fiorire meno abbondantemente dopo il primo anno.
Per ridurre questo difetto cospargete il terreno di sale da cucina (un cucchiaio per metro quadro).
Una volta a dimora i bulbi devono essere annaffiati un paio di volte solo quando il terreno è molto secco, e poi concimati alla fine dell’inverno con macerati d’ortica o di consolida (o prodotti equivalenti acquistati presso le aziende di produzione di concimi naturali).
Una volta sfioriti vanno rimosse le capsule dei semi che sottrarrebbero nutrimento al bulbo, e non vanno toccate le foglie, le cui sostanze nutritive il bulbo assorbirà.
Se le foglie vi danno molto fastidio in aiuola potete farne un fascio, ripiegarle e legarle insieme finché non saranno secche e non si staccheranno da sole.
Se invece coltivate i bulbi sul balcone conviene semplicemente mettere da parte i vasi in luogo mediamente illuminato.
Concimate nuovamente e lasciate che i bulbi seguano il loro ciclo di riposo estivo, senza irrigarli.

L’irrigazione estiva dei bulbi autunnali è estremamente perniciosa.
Alla fine dell’estate ripetete le concimazioni, rafforzandole un po’ se necessario,
e riprendete il ciclo ripetendolo anno per anno.