Si definiscono in maniera generica “bulbi autunnali” tutti quei bulbi, cormi, rizomi, tuberi, che vanno messi a dimora in autunno e fioriranno la primavera successiva.

Il “bulbo” è un organo della pianta che vi immagazzina le riserve energetiche per la fioritura, ogni anno è dunque necessario concimare adeguatamente i bulbi prima della fioritura, e anche dopo, se li si lascia nel terreno per l’inselvatichimento.

In natura le piante formano un bulbo per via delle scarse piogge, in modo da poter contare su una riserva d’acqua.
Quindi, qualsiasi bulbo piantiate, abbiate cura che il drenaggio sia più che ottimo: il modo sicuro per ammazzare un bulbo è far ristagnare l’acqua.

Se il vostro terreno è argilloso potrete contare su una buona quantità di nutrienti in partenza ma su un pessimo drenaggio: occorre dunque interrare sabbia fine di fiume (va bene anche quella di mare, ma in questo caso occorre lavarla molto bene), una buona quantità di compost e pacciame di foglie per arricchire e alleggerire il terreno.

Se il terriccio è di medio impasto provvedete solo al drenaggio sul fondo, e se è sabbioso incorporate molto compost e molto pacciame di foglie.
Spolverate con un po’ di cenere di legna e bentotamnio o bentonite.
Mettete a questo punto a dimora i bulbi.

La regola generale prevede che un bulbo vada interrato a tre/quattro volte la sua altezza, ma non è una  regola univoca.

I ranuncoli vanno interrati con le parti allungate verso l’alto, i crochi vanno interrati molto in profondità, così come la maggior parte dei bulbi boschivi, mentre i gigli della Madonna e l’Hymenocallis festalis vogliono avere le “spalle” scoperte.
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