Poi magari impastiamo imballiamo e ci mettiamo l’etichetta “prodotto finito in Italia”  o “confezionato in Italia”  ma questo non è indice di OGM free, OGM free è un altra cosa, anche le indicazioni geografiche sui prodotti che a volte ci fanno pensare a prodotti made in Italy e quindi genuini e salutari alle volte nascondono inganni, poi, vi faccio un esempio semplicissimo nella sua ingenuità anche se di altro argomento:
le Aziende che si definiscono “cruelty free” solo perché il prodotto finito non è testato sugli animali però i singoli componenti alla fine magari  lo sono, tu leggi “Prodotto finito non testato sugli animali” e significa solo  che il prodotto una volta finita la lavorazione non viene testato sugli animali  ma che le singole componenti nei vari passaggi di lavorazione non siano state testate sugli animali non sono tenuti a dirtelo, è la legge!
E allora?
Comprate lo stallatico al garden perché è stallatico e quindi naturale? Ma il cavallino o la mucchina che l’ha prodotto, cosa mangia?

Nessuna garanzia che animali da allevamento vengano alimentati con mangimi biologici, io nelle mie ricerche di aziende Italiane ed Europee  zootecniche   che ho trovato nessuna è certificata come biologica e nei garden prodotti per il giardinaggio di matrice vegan zero (ovvero senza l’uso di prodotti e derivati animali infatti, basti pensare oltre all’uso di letame di dubbia provenienza anche all’uso di corna, unghie e altro che nel biologico è consentita, nella coltivazione vegan assolutamente no, e questo ridurrebbe ulteriormente il rischio di contaminazione con prodotti chimici di base).

L’unico metodo per coltivare il più possibile il nostro  orto biologico  probabilmente rimane la coltivazione naturale (Leggi il post: Bio e Naturale) per ora,  che non riduce a zero le possibili contaminazioni, ma almeno porta i livelli senz’altro a percentuali più accettabili.

Forse l’unica  soluzione per ora !

Voi come la pensate a riguardo?

Pagine: 1 2