La Calendula,(Calendula officinalis) chiamata anche Calendola, Fiorarancio e Fiorracio, si può coltivare sia in in piena terra che in vaso senza alcun problema. 

In regioni dal clima mite la semina è preferibile in marzo, ma l’imprevedibile primavera degli ultimi anni ci consiglia di ritardare di qualche settimana le semine in piena terra, in alternativa,  procedete come fareste per la coltivazione in vaso e trasferite in piena terra quando sarà il momento.

Seminate dunque la calendula  avendo cura che il terreno sia drenato e non troppo umido.

Una volta formato il primo paio di foglie vere le plantule vanno diradate e cimate spesso, perché irrobustiscano il cespo e non tendano ad afflosciarsi sul terreno.

La Calendula fiorirà molto presto, già dal primo anno di semina, e si riprodurrà ampiamente da sola anno dopo anno.


E’ una pianta ideale per inselvatichirsi  o per formare delle bordure colorate per attrarre insetti impollinatori per migliorare la produzione degli ortaggi a cui darà anche un tocco allegro di colore.
Infatti, nella lotta biologica degli ortaggi, la Calendula, così come il Nasturzio e il Tagete, trova il suo perché.
Fra i filari di pomodoro aiuta a tenere lontani molti parassiti, il  macerato di calendula risulta utile per irrigare le piante dei pomodori rafforzandone le difese e stimolandone la crescita.
 

Piantare della Calendula fra i filari di patate, aiuta a proteggerle dai nematodi!

La Calendula può essere coltivata anche in vaso, per abbellimento, o in aiuto nel vostro orto in vaso.

Le sue qualità erboristiche sono note sin dall’antichità: ha proprietà lenitive e riveste un particolare interesse in ginecologia, è antisettico, antinfiammatorio e cicatrizzante.
E’ una panacea per piaghe, ferite e punture d’insetti.