ISOPPO
1 Kg di pianta fresca per 10 litri di acqua, 100 grammi di pianta secca per 10 litri di acqua diluito tre volte evita l’invasione delle nottue (farfalle).

NEEM
Albero sempreverde di grande sviluppo della famiglia delle meliacee, originario dell’india e diffuso in tutto il sud est asiatico, da anni viene utilizzato per la forestazione in Africa.
Tutte le parti della pianta sono utilizzate per vari scopi: alimentari, fitoterapici, farmaceutici o per produrre antiparassitari.
Dai semi vengono estratti i principi attivi efficaci contro un elevato numero d’insetti di diversi ordini.

Svolge un’azione repellente, inibitrice di sviluppo nei confronti dei fitofagi di vari ordini: coleotteri, ortottili, lepidotterie, nematodi ma anche afidi e larve di coleotteri.
Non è tossico per i mammiferi e gli uccelli, uomo compreso. Si prepara con polvere di semi o spremitura degli stessi.
Si usa senza diluizione,, direttamente sulle piante.

ORIGANO
L’origano in infuso,1 Kg di pianta fresca per 10 Kg di acqua, 100 grammi per 10 litri di acqua, diluito tre volte per irrorazioni sulla pianta in tarda primavera per difenderla dalla cocciniglia.
L’infuso si fa come il tea, versando l’acqua bollente sull’erba e lasciarla per 5 minuti e poi colarla.
Tutte le piante aromatiche in infuso allontanano le formiche, profumiamo di origano il loro passaggio!

ORTICA
Pianta conosciuta per le sue caratteristiche urticanti, cresce abbondante e spontanea nelle aree ruderali e sui terreni ricchi di azoto.
L’ortica è una pianta vivace e molto comune.

Possiede proprietà insetticide e fitostimolanti derivanti dal contenuto di acido formico nei peli urticanti delle foglie i suoi preparati, ricchi di azoto, ferro, e altri oligoelementi, vengono utilizzati per stimolare la crescita delle piante e per la difesa dai parassiti.

Si usa la pianta intere per preparare un macerato.
In primavera ritroveremo l’ortica negli angoli incolti di un orto, lungo i fossati, vicino al compost, a ridosso di macerie, anche lungo i binari del treno, in qualche angolo di un parco di un giardino pubblico, prima del taglio dell’erba, e allora vale la pena di raccoglierla prima della fioritura per preparare macerati e decotti per curare le altre piante.
Il macerato si prepara possibilmente in un recipiente di argilla, di smalto, di legno, o di vetro ma non di metallo o di plastica.

Sull’erba secca o fresca (porzioni con erba fresca: 1 Kg di pianta e 10 litri di acqua, con erba secca 200 grammi di pianta e 10 litri di acqua), si versa l’acqua, la bocca del recipiente si copre con qualche griglia perché non ci cadano dentro animali o altro materiale, e dopo tre giorni inizia la fermentazione che dura almeno quindici giorni. Sarà pronta quando non ci sarà più schiuma e sarà scura.
Durante la fermentazione si gira il preparato durante il giorno per ossigenarlo e, per evitare che l’acqua trasbordi durante la fermentazione, si dovrebbe evitare di riempire il recipiente fino all’orlo.
I macerati sono puzzolenti e per smorzare un po’ l’odore da stalla aggiungere cenere (se ne abbiamo), o farina di alghe e un po’ di valeriana in gocce.
Quando il preparato è pronto filtrarlo prima d’irrorarlo.

E’ bene porre il recipiente col preparato in fermentazione in un luogo caldo per favorire la stessa.

Uso: diluito dieci volte irrorato sul terreno dall’inizio della primavera i poi, in questo modo viene concimato il terreno e previene malattie e parassiti, diluito venti volte viene usato alla base della pianta per stimolarne la crescita oppure dato direttamente sulle piante per allontanare afidi e parassiti, per curare le malattie degli alberi da frutto, la peronospora, i marciumi e le muffe (le gelate però devono essere finite per poterlo irrorare, e poi si dà tre giorni di seguito più volte al giorno e in seguito ogni quindici giorni).
Il macerato non ancora maturo dopo 24 ore si può già dare sulle piante per difenderle dagli afidi.
Data sulle foglie delle piante l’ortica ravviva il colore, ma in generale l’ortica aiuta le piante a superare quella malattia che è la clorosi, cioè l’ingiallimento delle parti verdi dovuto alla scomparsa della clorofilla, e quindi rafforza e stimola la crescita delle piante.

E’ bene ricordare che le irrorazioni sulle foglie non si fanno col sole perché si rischia di bruciare le foglie, si fanno periodicamente e regolarmente (per esempio negli stessi orari) e badare che i macerati maturi siano ben diluiti per evitare di bruciare le radici delle piante.

PEPERONCINO
Solanacea originaria del America centrale, coltivata in molti paesi tra cui l’Italia meridionale.

Pianta ricca di sostanze azotate e oli.

Con polvere di semi e bacche si prepara l’essenza da distribuire direttamente sulle piante quando il tempo è asciutto. Le frazioni idrosolubili contenute nei semi hanno dimostrato un elevato potere deterrente nei confronti degli afidi.

POMODORO
Solanacea coltivata in tutti gli orti familiari e ortaggio indispensabile nella dieta mediterranea, agisce contro gli afidi e la cavolaia.
Ha anche effetto deterrente e fagorepellente nei confronti di alcuni altri tipi d’insetti. Si utilizzano le sole foglie, i polloni o la pianta intera, senza radici, prima della formazione dei frutti.
Si usa l’estratto non diluito direttamente sulle piante prima dello sfarfallamento della cavolaia.
Tutte le piante hanno bisogno di essere salvaguardate dalle malattie e dagli insetti che potrebbero danneggiarle.
I prodotti chimici per fare questo sono molto diffusi, esistono però anche metodi naturali e organici che raggiungono gli stessi risultati.

TARASSACO
( 1 Kg di pianta fresca per 10 litri di acqua, 2 etti per 10 litri) pianta e fiore senza diluizione in infuso o macerato stimola la crescita delle piante.

TUTTAVIA
La migliore cura è una corretta consociazione, e cioè coltivare le piante insieme a quelle a loro affini.
Indicazioni, trattamenti e consigli utili li potete trovare sul libro La Protezione Biologica di Piante e Fiori in vendita su Macrolibrarsi ad € 9,90

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