TECNICHE DI MOLTIPLICAZIONE:
Si moltiplica o per seme o per polloni.
Essendo piante auto sterili, vale a dire che i fiori maschili e femminili della stessa pianta non possono incrociarsi tra loro o con piante della stessa varietà, occorrono piante di diverse varietà per poter ottenere dei semi fertili.

Moltiplicazione per polloni.
In tarda primavera, si prelevano dalla base della pianta i polloni che normalmente si formano.
Vanno recisi con un coltello affilato, pulito e disinfettato e lasciati all’aria per due-tre giorni per favorire la fuoriuscita del latice che impedirebbe la radicazione.
Dopo di che vengono posti in una composta formata da sabbia.
Questa si tiene costantemente umida.
Non appena avranno attecchito può essere rinvasata e trattata come le piante adulte.
Di solito non si pota se non per asportare foglie secche e/o danneggiate.
Vanno semplicemente eliminate le foglie basali che via via disseccano per evitare che diventino veicolo di malattie parassitarie.
Abbiate l’accortezza di pulire e disinfettare la lama che usate per tagliare per evitare d’infettare i tessuti.

PARASSITI E MALATTIE DELL’ALOE:
Foglie con perdita di screziature:
Se le foglie presentano questo sintomo e diventano completamente verdi, vuol dire che l’illuminazione è scarsa.
Rimedi: bisogna spostare la pianta in un luogo più luminoso.

Foglie che ingialliscono e appaiono macchiettate di giallo e marrone:
Successivamente le foglie si accartocciano e cadono. Osservando attentamente si notano anche delle sottili ragnatele soprattutto nella pagina inferiore delle foglie. Con questa sintomatologia siamo molto probabilmente in presenza di un attacco di ragnetto rosso, un acaro molto dannoso.
Rimedi: è necessario aumentare l’umidità dell’ambiente circostante alla pianta in quanto l’umidità è il suo peggior nemico. Solo nel caso d’infestazioni particolarmente gravi, usare un acaricida specifico.

USO NELLA COLTIVAZIONE BIO/VEGAN DELL’ALOE:

USO IN CUCINA E IN MEDICINA DELL’ALOE:
Dalle foglie dell’ aloe è possibile estrarre il succo condensato e il gel, che utilizzati come sostanze terapeutiche possiedono costituenti chimici, indicazioni e interazioni farmacologiche diverse fra loro.
Il succo condensato è ottenuto prevalentemente dai tubuli esterni, situati al di sotto dell’epidermide della foglia.
Avendo proprietà lassative si utilizza contro la stipsi atonica (con feci dure).
Si prende un cucchiaio di succo lontano dai pasti per periodi brevi.

La stessa posologia è indicata anche per chi vuole ottenere un effetto depurativo sull’intero organismo.
L’utilizzo del succo di aloe in alcuni casi può portare effetti collaterali quali emorroidi e infiammazione intestinale inoltre può interferire con l’aspirinetta essendo l’aloe un diluitore del sangue, se ne sconsiglia assolutamente l’uso in caso si prenda tale medicinale.

CURIOSITA’:
E’ una pianta molto antica, conosciuta fin dall’antichità per le sue proprietà terapeutiche e conosciuta come la pianta dell’immortalità.
Le prime testimonianze della sua presenza sono state ritrovate su una tavoletta di argilla ritrovata a Nippur nei pressi di Bagdad e datata 2.200 a.C.
Nella cultura Assiro-Babilonese, da numerose testimonianze, è certo che il suo succo (chiamato Sibaru o Siburo) veniva utilizzato da chi aveva problemi digestivi.
Nell’antico Egitto era utilizzata tra le sostanze per l’imbalsamazione ed era molto coltivata per uso terapeutico.

Ancora oggi in Egitto, questa pianta piantata davanti alla porta di casa è considerato un modo per assicurarsi una lunga vita e felicità.

Anche la Bibbia la cita più volte: “Anche Nicodemo quello che da principio era andato di notte da Gesù, venne portando una mistura di mirra e d’aloe, quasi cento libbre” (Giovanni, cap. 19, vers. 39) o “Mirra, Aloe e Cassia olezzano le tue vesti” (Salmi, cap. 45, vers. 9).

Nel Papiro di Ebers (datato all’incirca 1500 a.C – foto al lato) sono elencate le innumerevoli proprietà di questa pianta.

Ne parla Ippocrate (460-337 a.C.) nei suoi innumerevoli libri di medicina elogiandone le proprietà dell’Aloe come antinfiammatorie, rigeneranti e antisettiche.

Ne parla Discoride (20-70 d.C.) nel “De materia medica” elencando le sue proprietà cicatrizzanti, antifiammatorie e per le infezioni cutanee.

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