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Sterilizzare i coniglietti domestici ?

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Da molti anni gli animali domestici e da compagnia si sono diversificati, non più solo gatti, cani, pappagalli e pesciolini, ma anche piccoli roditori e altri mammiferi di taglie minime come i furetti, fino ai rettili e agli insetti.
I coniglietti, ad esempio,
possono essere considerati animali da compagnia,
ma non domestici non essendo abituati alla cattività come il cane e il gatto.
Proprio per questo motivo, quando si decide di acquistarne uno
(o farselo regalare), bisogna sapere che è un animale molto delicato e tutt’altro che facile da gestire.



A partire dalle abitudini fino alla difficoltà nel trovare veterinari realmente abili nella cura di questo tipo particolare di animale.
È consigliabile sterilizzare sia maschi che femmine
.
L’intervento, che va eseguito in regime di anestesia totale, previene numerose malattie, inoltre ha un effetto positivo sull’umore dell’animale, eliminando gli ormoni sessuali, oltre che sull’igiene delle nostre case.
Difatti i conigli, come i gatti, tendono a marcare il loro territorio con feci e urina molto maleodoranti, mentre quelli sterilizzati si abitueranno più facilmente alla cassettina.
Se poi i conigli sono due o più la pratica della sterilizzazione diventa indispensabile per evitare lotte territoriali e ferite anche gravi o gravidanze a ripetizione che metterebbero al mondo coniglietti destinati al randagismo o alla vendita.
È del tutto falsa la voce che gli animali sterilizzati diventano stupidi e pigri,
o che tendano ad ingrassare.
Con una corretta dieta la sterilizzazione allunga la vita dell’animale, prevenendo molte malattie quali tumori alle ovaie e all’utero, che frequentemente si rivelano solo attraverso metastasi ai polmoni,
quando è troppo tardi per intervenire.

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