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Semina Trapianto e Coltivazione Biologica del Cavolo Cappuccio

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Coltivare il cavolo cappuccio è impegnativo sul balcone, dove se ne potranno mettere tre in un grande vaso. Nell’orto, a seconda dello spazio a disposizione,
la coltivazione sarà certamente più agevole
e con migliori garanzie di successo specie per il gusto dell’ortaggio.
Come tutti sanno i problemi di coltivazione legati alla coltura del cavolo sono soprattutto di ordine di protezione dalle avversità:
prima di tutto la temibile cavolaia e le micidiali lumache.
Per la cavolaia, in un orto senza veleni, piantate tra le file sia tagete che agli, anche se poi non li raccoglierete o non li consumerete.
Periodicamente spruzzate sulle piante un macerato di aglio e sapone di casa, filtrato.
Il trattamento va rinnovato spesso.
La semina del cavolo va fatta in previsione del raccolto: in maggio e giugno potete seminare le varietà tardive (che necessitano pertanto di un periodo di maturazione più lungo) o semplicemente per avere cavoli per la tavola invernale.
La semina non va fatta a dimora ma in semenzaio.
Il cavolo deve “sentire” il trapianto, quindi potete ripicchettare ogni piantina in vasetti singoli, oppure sollevare la terra con una paletta piatta
(va bene anche una paletta da dolci) e spostarla a dimora.
Va da sé che in questo caso dovrete aver effettuato una semina molto rada
o aver diradato le semenzali.
In genere si consigliano due file di 10 metri per una famiglia di quattro-cinque persone.
Distanziate di almeno 30-40 cm. La coltura tardiva del cavolo è indicata in regioni a clima estivo fresco poiché quest’ortaggio soffre molto la siccità e il caldo.
In regioni a inverni miti preferire la semina autunnale.
I cavoli sono consumatori forti, quindi è bene aver ingrassato il terreno con compost, humus di lombrico e somministrare periodicamente macerato di ortica.
Il macerato di ortica, spruzzato sulle foglie molto diluito, può essere un valido aiuto alla lotta contro parassiti e malattie.

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