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Oggi mangiamo…un piatto di fiori !!!

Articolo scritto da

Mangiare fiori e piante spontanee fà bene,lo conferma anche Libereso Guglielmi,
84 enne esperto botanico .
Esistono una varietà incredibile di piante commestibili che non conosciamo e che dovrebbero entrare a far parte della nostra dieta, ha detto Guglielmi,
al Festival della Salute
.
Il glicine, l’acacia e il sambuco sono perfetti fritti o nell’insalata.
Il tulipano o l’ibisco sono ottimi imbottiti con del formaggio morbido.
L’ortica è per la diuresi.
Pensandoci attentamente ognuno di noi mangia fiori quasi abitualmente.
I carciofi ad esempio, i cavolfiori ,i fiori di zucca ,e che dire dei capperi, non sono altro che i boccioli di fiore dell’omonima pianta, infiorescenze classiche su molte tavole !!!
Ne esistono tuttavia altri tipi, non tradizionalmente considerati “alimentari” che con qualche accorgimento potrebbe comparire, arricchendo in originalità e gusto i nostri piatti.
Nell’antichità si era soliti utilizzare i petali di alcuni fiori per profumare e decorare le pietanza.

Successivamente questa tecnica cadde in disuso per poi vederla ricomparire con più insistenza divenendo sempre più comune nella cucina moderna.
Bisogna però prestare particolare attenzione al fatto che non tutti i fiori sono commestibili, alcuni addirittura potrebbero avere delle controindicazioni, e quelli che lo sono non devono essere naturalmente stati trattati con sostanze chimiche.
L’ideale sarebbe usare i fiori coltivati personalmente, ma non tutti dispongono di un giardino, quindi sarà bene puntualizzare, una volta recati dal fiorista di fiducia, di volere quelli da coltivazione  biologica.
I nativi americani e anche i primi  immigrati americani usavano i fiori come cibo.


Oggi i fiori in cucina hanno suscitato un rinnovato interesse per il loro profumo, colore e sapore.
I fiori possono essere aggiunti ad un’insalata,stufati, fritti,
congelati in cubetto di ghiaccio e aggiunti ai cocktail .
Ma non tutti i fiori sono commestibili e prima di cucinarli
è necessario essere sicuri che lo siano,
comunque della maggior parte dei casi ne vanno usati solo i petali.

Continua dopo l’immagine….
fiori nel piatto
RICETTE
Frittelle all’acacia
Sbattere energicamente due tuorli di uova fresche con 200 grammi di zucchero semolato, unire 3 cucchiaiate di olio d’oliva e, poca alla volta, mescolando bene affinché non si formino grumi, 250 grammi di farina bianca.
Aggiungere mezzo bicchiere di marsala secco, o porto, o grappa, secondo le preferenze, un cucchiaio da cucina di lievito di birra e le due chiare montate a neve ferma con un pizzico di sale.
Amalgamare con cura e lasciar riposare tre ore.
Procurarsi dei bei grappoli di fiori d’acacia.
Immergerli interi, uno alla volta, nella pastella tenendoli per il gambo e poi buttarli in padella nell’olio caldo finché risulteranno dorati.
Se si preferisce, i grappoli possono essere “sgranati” per utilizzare solo i fiori.
In questo caso utilizzare l’impasto a cucchiaiate.


Crema con fiori di borragine
Affettare sottilmente due porri e due piccoli scalogni; sbucciare e tagliare a pezzetti due grosse patate e tre zucchine medie; lavare e tagliuzzare alcune foglie di sedano verde. Mettere tutte queste verdure in una casseruola, salare, coprire a filo con acqua e portare ad ebollizione. Farle cuocere per una ventina di minuti. Passarle al passa verdure o frullarle con un frullino ad immersione. Rimettere il passato sul fuoco dopo aver aggiunto una tazza di yogurt intero e due tazze di latte. Salare e portare ad ebollizione. Far cuocere dolcemente ancora qualche minuto. Mettere in ogni coppetta individuale una o due fette di pane leggermente tostato, una sottiletta o qualche fettina di fontina, versare la crema e cospargere con un trito di erba cipollina e con petali di fiori di borragine. Servire.


Risotto alla calendola
Tritare finemente una piccola cipolla (o scalogno) insieme a mezzo spicchio d’aglio e metterli a rosolare in padella con una noce di burro e 2 o 3 cucchiaiate di olio facendo estrema attenzione che il soffritto non annerisca e di conseguenza diventi troppo forte. Aggiungere 350 grammi di riso (personalmente io preferisco il tipo Fino Ribè, a grana piccola), mescolare bene e poi versare mezzo bicchiere di vino bianco secco. Farlo evaporare e poi coprire con brodo caldo di pollo o di carne. Aggiungere man mano altro brodo fino a completa cottura del riso. Cinque minuti prima di spegnere unire una bella manciata di petali di fiori di calendola (chiamati “lo zafferano dei poveri”) che conferiranno al risotto un bel colore giallo.


Crisantemi in pastella
In una ciotola raccogliere i petali, lavati, di tre o quattro crisantemi bianchi o gialli e coprirli letteralmente di grappa o di rum. Lasciarli in macerazione per circa un’ora. Intanto preparare in un’altra ciotola la pastella nel modo seguente. Sbattere 3 tuorli di uova con 100 grammi di zucchero di canna e unire mescolando, poco alla volta, 200 grammi di farina alternando con 1/4 di litro di latte. Per ultimo aggiungere i 3 albumi montati a neve ferma e lasciar riposare per 40 minuti. Strizzare i petali dei crisantemi, unirli alla pastella, mescolare e poi, a cucchiaiate, versare in padella con burro e olio. Far dorare dai due lati e servire.


Magnolie per dessert
In una ciotola mettere dei petali di fiori di magnolia perfettamente sani, puliti e asciutti, a macerare coperti di marsala secco o di Porto (o rum o grappa). A parte, in un’altra ciotola, sbattere 3 tuorli d’uovo con 100 grammi di zucchero. Unire un cucchiaino di scorza grattugiata di limone o d’arancia. Lasciare riposare mezzora a insaporire dopodiché aggiungere 1/4 di litro di latte, 200 grammi di farina, mescolando bene e gli albumi montati a neve. Scolare i petali e immergerli, uno alla volta, nella pastella, e poi farli friggere in burro e olio in una padella antiaderente. Farli colorire dai due lati, posarli su carta assorbente per eliminare l’unto. Disporre infine su un vassoio e cospargere con zucchero.

Crostoni al nasturzio
Mondare e tagliare a fettine sottilissime un cipollotto piccolo e tenero e metterlo in acqua fredda. Lavare una dozzina di foglie di nasturzio sane, scottarle in acqua bollente salata, scolarle e tritarle. In un a scodella sbattere 4 uova con un pizzico di sale e uno di pepe e un cucchiaino di prezzemolo tritato. In un tegamino far rosolare il cipollotto e le foglie di nasturzio con un cucchiaio d’olio. Buttarvi le uova e, senza smettere di mescolare, farle cuocere finché si saranno rapprese. Tostare 8 fettine di pane casereccio, distribuirvi le uova strapazzate. Disporre sopra ogni fetta un filetto d’acciuga e passare in forno caldo per qualche minuto. Decorare con petali di nasturzio di colori assortiti.


Crepes alle primule
Raccogliere una bella manciata di petali di primula e metterli in una ciotola. Unire, tagliata a piccolissimi dadini, una pera matura e soda, sbucciata e privata del torsolo. Bagnare con 1/2 bicchiere di spumante secco e lasciare macerare per un’ora. Nel frattempo preparare una decina di piccole crepes sottili. Far sciogliere in un pentolino 200 grammi di formaggio cremoso tipo Brie o Camembert (o anche del comune gorgonzola di tipo dolce e cremoso) a pezzettini con un po’ di liquido della marinata e a fiamma molto bassa. Aggiungere, dopo averle scolate, la pera e le primule e, sempre mescolando, farle ammorbidire. Farcire nel mezzo le crepes e poi arrotolarle. Allineare le crepes su un piatto da forno di forma ovale e spennellarle di burro fuso. Distribuirvi 20 grammi di mandorle affettate sottilissime e scaldarle per 15 minuti in forno a 180°.


Frittura di tulipani
In una ciotola mettere 200 grammi di farina, unire 2 tuorli d’uovo e un pizzico di sale. Unire a filo mezzo bicchiere di birra chiara e mescolare meticolosamente per eliminare ogni grumo con un cucchiaio di legno. Aggiungere un trito finissimo di prezzemolo ( un cucchiaio) e un po di parmigiano grattugiato. Lasciar riposare la pastella per un paio d’ore. Staccare dai tulipani 24 petali. Montare a neve a neve ferma i due albumi, salarli leggermente e incorporarli alla pastella delicatamente. Immergervi i petali dei tulipani e metterli a friggere in una padella antiaderente, con burro e olio. Scolarli sopra la carta assorbente e trasferirli sul piatto da portata cosparsi di pepe macinato al momento. Questa ricetta vale anche per fiori di zucca e fiori di trifoglio.


Ricette da : www.operagastro.com

Immagini da : www.gingerandtomato.com

4 Responses to "Oggi mangiamo…un piatto di fiori !!!"

  1. Giardinauta ha detto:

    Io a parte nelle insalate ho provato diverse ricette , il risotto alla calendula è particolare !
    Cucù ! Se bene vuoi mangiare un pò devo soffrire , se hai il “pollice nero” magari hai qualche amica/o o la/il vicina/o che ci sà fare , lei/lui coltiva e tu …. fai una porzione in più di ringraziamento, una mano lava l’altra {14}

  2. Cucù ha detto:

    Ma alla fine te li devi coltivare pero’ i fiori , altrimenti dovi li compri ? quelli dei fiorai non vanno bene , sono trattati chimicamente , io non ho il pollice verde !

  3. Vice ha detto:

    Io i petali di tulipano li mangiavo da piccolo , mia nonna li faceva con una pastella alla birra in realta’ di birra ne metteva solo un bicchiere non pensate male !
    So che al posto della birra si puo’ usare l’acqua o il latte pero’ vengono meno dorati ..
    E’ una vita che non li mangio !
    BOOONI !!

  4. Alessandra ha detto:

    Questa sì che è bella , fino alle violette candite ci arrivavo ach’io , i fiori di zucca , buonissimi , ma il resto {91} ho visitato il sito che segnali , adesso mi cimento anch’io và !!! {92}

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