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Mettiamo a dimora le nostre rose a radice nuda…

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È molto probabile che in molti attendano che il terreno sgeli per piantare le rose già acquistate a radice nuda.
L’operazione si può fare lungo tutto l’inverno profondo, laddove ci sia la possibilità di lavorare il terreno: che le rose siano delicate è un falso mito
messo in circolazione dai giardinieri inglesi.
In questo periodo è possibile eseguire l’operazione in tutte le regioni a clima medio-mite, purché il terreno non sia troppo umido e fangoso.
Lasciate le rose per almeno qualche ora in una mistura di terra argillosa e compost (in agricoltura tradizionale si usa il letame, ma se avete del liquido uscito dalla compostiera, o dal bokashi, usate quello).
Questo trattamento è molto importante poiché il terriccio argilloso si “attacca” alle radici delle rose, limitando il contatto con l’aria, prevenendo marciumi, favorendo l’attecchimento e in generale la buona salute della pianta.
Successivamente scavate una buca di almeno 50 cm di profondità, e siate onesti nel misurarla: più spazio darete alle rose, maggiormente vi ricompenseranno, specie se si tratta di grandi arbusti rifiorenti come le rose inglesi.
Sul fondo della buca ponete uno strato di drenaggio alto almeno 10 cm.
Potete usare cocci, vasi rotti, sassi, argilla espansa, o tutto questo mescolato insieme.
Mescolate al terriccio smosso della farina di roccia, del tipo bentotamnio e leonardite, compost e una modesta parte di ghiaietto, sia più grossolano che più fine.
Prendete la rosa e posizionatene il colletto esattamente all’altezza del terreno.
Il colletto è quel punto in cui è innestata la cultivar e di norma deve rimanere al livello del terreno, anche se la letteratura è discorde su questo punto.
Se si copre di più, la rosa tenderà a pollonare e a gettare succhioni di portainnesto, mentre se troppo in su la pianta potrebbe soffrire.
Per tenere il rosaio in posizione aiutatevi con una corda o un’assicella.
Allargate le radici quanto più possibile in modo che vadano in tutte le direzioni, e coprite con il terriccio preparato precedentemente.
Comprimete il terreno partendo dall’esterno verso l’interno della buca, e annaffiate per togliere tutte le bolle d’aria.
Se noterete un abbassarsi del terriccio, rincalzate con altra terra.
La rosa cosi posizionata avrà bisogno di concimazioni solo a partire dall’inverno successivo a quello della piantagione.
Fatte le debite proporzioni, ci si potrebbe scoraggiare
se si dispone solo di un terrazzo o di un balcone.
Anche il fatto che le rose vivano male in vaso è un pregiudizio.
Certo, è chiaro che non avrete la possibilità di piantare esemplari da sei metri d’altezza su un balcone o un terrazzo, ma l’ibridazione moderna ha messo a disposizione del terrazzata un gran numero di ibridi, anche rampicanti, che si prestano al vaso.
Le operazioni di piantagione rimangono eguali, cambiano le dimensioni, ma con una scelta oculata sulla varietà da inserire, anche una rosa starà molto bene nel vaso, a patto che preveniate eventuali attacchi parassitari e fungini con estratti di equiseto e di aglio.
In vaso, infatti, le rose non soffrono tanto per la mancanza di terra, ma per la scarsa circolazione dell’aria che genera debolezza e facilità di attacco dei patogeni.

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