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Le aziende florvivaiste Bresciane sono contro l’illegalità

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Presso la sede dell’Associazione Florovivaisti Bresciani Mercoledì 5 Settembre 2012  ha avuto luogo  un incontro promosso dal consiglio direttivo tra le aziende associate sul tema dell’illegalità nel settore florovivaistico.
La crisi economica  sta letteralmente stroncando un settore che soprattutto in Lombardia ha vissuto anni di forte crescita, a questo,  si aggiunge  l’aumento di manodopera improvvisata , spesso anche  abusiva, a tariffe di gran lunga inferiori alla norma, lavoro nero e abusivismo  di fatto causano un notevole disagio alle imprese serie e legali del settore florovivaistico e su questo argomento  nasce l’incontro.

I cittadini e le aziende si spiegano  “devono sapere che nel rivolgersi ad un lavoratore abusivo, condannano le imprese che lavorano legalmente rispettando norme e regole, e di conseguenza le famiglie dei collaboratori alle proprie dipendenze,creando ulteriore altra disoccupazione” .
E’ stato ribadito inoltre  che il Committente deve sapere che “il lavoro delle aziende che operano nella legalità è certificato da corsi di formazione sulla sicurezza, da qualifiche che dimostrano le competenze professionali, ma soprattutto in regola con la contribuzione agli enti preposti“.

All’assemblea si è precisato come sia l’imprenditore agricolo che l’artigiano del verde siano  figure riconosciute nel mercato del lavoro con precise responsabilità, adempimenti nei riguardi degli obblighi di legge e fiscali e competenze in termini di materiali, mezzi d’opera e, non da ultimo, professionalità ed esperienza, “affidarsi  a novelli “prestigiatori” del settore permette sì risparmio in termini di danaro, (ndr: pensionati effervescenti o jardiniers riciclati da altri comparti economici) ma può riservare sorprese negative sulla qualità del lavoro eseguito, può addirittura causare veri e propri danni biologici al verde, privato o pubblico“, danni che possono essere sanzionati mediante un’apposita perizia agronomica e riconosciuti in Tribunale.

Bisognerebbe infatti ricordare,otre tutto, che indipendentemente dalla tipologia di intervento che si vuole realizzare in giardino, sia esso di costruzione oppure di manutenzione, il committente – privato o pubblico –  risulta responsabile davanti alla legge.

Il codice civile e penale indica chiaramente che il committente, nel caso di accadimenti negativi nella sua proprietà, è corresponsabile per l’azione e le conseguenze di coloro che ha chiamato ad operare.

Quindi, partiamo da un semplice esempio:

vi mettereste al volante di una autovettura priva di assicurazione?

Non è forse che il solo pensiero, di un incidente, di rischiare di perdere tutti i risparmi di una vita vi impedirà di affrontare il rischio?

Così vale (o dovrebbe) valere anche in ambito lavorativo e quindi anche per qualunque tipo di lavoro di giardinaggio si decida di affidare a persone non assicurate e non qualificate.
Il singolo cittadino deve sapere che affidare un lavoro a persone “non in regola”, non solo mette in gioco la sopravvivenza delle imprese,

ma lo pone nella condizione di danneggiare se stesso.

Vero è che in tempi di crisi c’è poco alle volte da fare la paternale , allora , mettiamola così :

in caso di infortunio ,di danno a terzi a persone e/o cose il diretto responsabile è colui che ha commissionato il lavoro ossia VOI , inoltre, 
le Amministrazioni pubbliche devono essere consapevoli che offerte al massimo ribasso, non possono che celare qualche incongruenza nella risposta all’appalto, da qui lavori non fatti a regola d’arte, o forniture non rispondenti alle richieste, o nella più malaugurata casistica non adempiente alle norme prescritte.

Emerge la necessità di far acquistare prodotti locali, incentivando  le nostre aziende a continuare a produrre piuttosto che chiudere.
La richiesta dell’assemblea è stata quella di interessare l’opinione pubblica riguardo la problematica, e quella di invitare le istituzioni, ad agire dal punto di vista legislativo, rendendosi disponibili al dialogo con gli imprenditori e produttori del verde, alleggerendo il peso fiscale, sburocratizzando le aziende in maniera concreta, per poter permettere alle nostre aziende di rendere accessibili a tutti, le nostre prestazioni, i nostri lavori e i nostri prodotti, e quindi ridurre l’evasione fiscale.
E’ bene ricordare che il florovivaismo della nostra regione e soprattutto della Provincia Bresciana vanta oltre 1200 addetti che fanno di questo settore una vera eccellenza italiana con importanti aziende cresciute negli anni che oggi esportano prodotti in tutta Europa.
L’obiettivo dell’Associazione Florovivaisti Bresciani è quindi quello di lavorare per creare un’inversione di tendenza, sensibilizzando il più possibile cittadini e amministrazioni pubbliche, per far capire quanto è alto il grado di responsabilità di ognuno nel sostegno della legalità.

Ulteriori informazioni a riguardo le trovate ai link :

www.florovivaistibs.it
www.facebook.com/eventiverdibresciani

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