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L’Artemisina

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L’Artemisina viene estratta dall’Artemisia Annua , una pianta usata in Cina da più di 2000 anni.
Si è scoperto che l’Artemisina è  in grado di curare la malaria in modo più efficace ed economico rispetto ad altre sostanze tanto che l’organizzazione Medici Senza Frontiere ha lanciato già alcuni anni fa , un appello per la sua coltivazione su larga scala.
I derivati dell’artemisinina hanno un’azione più rapida e sono
da 5 a 10 volte più efficaci delle molecole  abituali.
La loro durata di vita molto breve rende minimo il rischio di apparizione di resistenza.
Hanno un’azione sui gametofiti

(la forma sessuata del parassita, responsabile dellatrasmissione)

riducendo il numero di gametofiti possono diminuire la trasmissione
del parassita.

Questa capacità rende l’Artemisina utile in periodo epidemico, potrebbe permettere di “rompere” la
propagazione della malattia e, inoltre, di diminuire la trasmissione della resistenza.
In generale i derivati dell’artemisinina non hanno effetti collaterali, ma non sono raccomandati alle donne nei primi tre mesi di gravidanza.
Una combinazione che associa un derivato dell’artemisinina e un antimalarico classico è oggi la
soluzione terapeutica più efficace.
Quando gli antimalarici classici sono ancora efficaci, possono conservare la loro efficacia a lungo
termine se associati con un derivato dell’artemisinina, ritardando l’emergenza di parassiti resistenti.

Secondo i risultati di uno studio di alcuni ricercatori della Washington University e della Washington State University, potrebbe rivelarsi utile anche in caso di cancro.
L’idea dei ricercatori, guidati dal prof. Henry Lai, è stata ora quella di combinare l’azione dell’artemisinina con quella di un ambiente carico di ossigeno per sconfiggere il tumore.

I ricercatori hanno scoperto in laboratorio che nelle cellule umane colpite da leucemia  l’ossigeno somministrato con una pressione tre volte più alta di quella naturale in combinazione con l’artemisinina riduce la crescita del tumore del 38%.


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