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La Potatura delle Piante

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COS’E’ LA POTATURA?

La potatura è l’insieme delle pratiche aventi lo scopo di regolare, mediante opportuni tagli dei rami, il modo di vegetare di fiorire e di fruttificare delle piante.

Le piante che più spesso vengono potate sono:
i fruttiferi in generale,
la vite,
le rose,
i cespugli,
gli alberi ornamentali come i glicini ad esempio, ma anche le magnolie grandiflora per modificarne la crescita e naturalmente le siepi in generale.

PERCHE’ POTARE?

La potatura ha obiettivi differenti secondo i casi!

Quella degli alberi da frutto ha lo scopo di abbreviare lo stadio improduttivo delle piante giovani, di favorire uno sviluppo più uniforme e razionale, di garantire una produzione più costante e qualitativamente migliore, di permettere una più economica e razionale esecuzione delle lavorazioni e dei trattamenti antiparassitari.

Nelle specie ornamentali hanno lo scopo di offrire una maggior fioritura per
l’anno successivo o semplicemente per contenerne o modificarne la crescita.

PRINCIPALI OPERAZIONI DI POTATURA

Non sono solo quelle che comportano il taglio di determinate parti
della pianta ma consistono anche nella soppressione totale di branche o rami,
nella curvatura di rami, nella decorticazione anulare dell’incisione,
nella scacchiatura, ossia l’asportazione dei germogli superflui,
nella spollonatura, nella sfogliatura, nel trattamento anticascola dei frutti o nel diradamento degli stessi.

La potatura verde è quella che si effettua quando la pianta possiede le foglie,
la potatura secca avviene invece quando la pianta è in riposo vegetativo.

La potatura di allevamento o di produzione è in riferimento al momento in cui si interviene, cioè quando ancora le piante sono improduttive, oppure, quando hanno raggiunto la maturità e quindi la fase di produzione.


Le potature di trapianto sono invece, quelle effettuate sui giovani alberi che stanno per essere trapiantati.

Le potature di risanamento e ringiovanimento sono quelle effettutate su piante ammalate o vecchie per cercare di migliorarle.

I PRINCIPALI RAMI DEGLI ALBERI DA FRUTTO

Alla base della potatura sta la conoscenza dei rami degli alberi.
Tutti gli organi aerei di una pianta all’origine sono racchiusi in una gemma,
che possono essere situate alla sommità di un ramo o del fusto (gemme terminali) o lungo i rami (gemme laterali)
Per i processi di potatura si deve attribuire alle gemme un’importanza notevole,
occorre sapere se da quelle che si lasceranno sul ramo spunteranno solo altri rami fogliari,
oppure usciranno contemporaneamente fiori e foglie o solo fiori.

Le gemme a legno hanno una forma appuntita, sono spesso pelose, più ricche di proteine che di zuccheri.

Le gemme a frutto sono più tozze e più ricche di zuccheri.

Nel caso del Melo e del Pero da una gemma a legno può svilupparsi uno dei due seguenti rami, dardo e brindillo.

Il dardo è lungo 2/3 cm e si può trasformare in lamburda, rametto corto che ha
enorme importanza perchè è il ramo da frutto fondamentale.

Dopo che ha emesso fiori e fruttificato si ingrossa, diventa tondeggiante e prende il nome di borsa,in quanto, durante la formazione dei frutti si ha un accumulo di sostanze nutritive e lo sviluppo di tessuti di sostegno.

La borsa continua a trasformarsi per la fuoriuscita di nuovi dardi e brindilli e acquista

la caratteristica forma della zampa di pollo.

Nel Pesco, nell’Albicocco, nel Susino e nel Ciliegio la maggioranza della produzione è portata

dai rami misti che hanno gemme a fiore e gemme a legno.

La conoscenza di tutti questi rami a frutto permette , anche ad un potatore non molto esperto, di farsi un’idea di quella che è la predisposizione della pianta a fruttificare e del numero e della localizzazione dei tagli che si rendono opportuni.

I PRINCIPALI INTERVENTI DI POTATURA

Il taglio delle ramificazioni principali è un intervento drastico cui si ricorre, talvolta, in occasioni straordinarie come per il risanamento e la riforma, cioè per stimolare la produzione di nuovi rami o per mutare la forma dell’allevamento.

Il raccorciamento delle branche è necessario più di frequente
per contenere lo sviluppo della pianta entro certi limiti imposti dalla disponibilità di spazio,
oppure da precise esigenze produttive.

La soppressione dei rami inseriti sulle branche, e presenti in maggior numero,
è una delle operazioni più comuni e ripetute della potatura.
Ancora più frequente è il raccorciamento dei rami stessi,
che è l’operazione meno difficile e meno rischiosa per un amatore non molto esperto.

Ma attenzione e concentrazione a quello che si sta facendo!
Se del ramo si taglia solo la parte apicale si parla di speronatura e si dice che si “pota lungo”,
quando invece i rami vengono molto accorciati si parla di speronatura e si dice

anche che si “pota corto” in riferimento ai corti speroni che vengono lasciati.

PRINCIPI GENERALI DI POTATURA

Accingendosi alla potatura, alla soppressione e al raccorciamento dei rami,
occorre sapere in quale modo la pianta reagirà.

In generale possiamo affermare che la pianta tende sempre a mantenersi in uno stato di equilibrio, ossia nel mantenere la giusta proporzione tra apparato radicale ed apparato
aereo e nell’esatta correlazione fra stato di salute generale e quantità e qualità delle produzioni.

Se con la potatura andiamo a turbare questo equilibrio, si può prevedere che la pianta provvederà a ripristinarlo.

Se si accorciano molto rami perciò si avrà una immediata produzione di molto legno da parte della pianta.
Questo fatto determinerà una minore formazione di gemme a fiore, perchè la radice ,
continua a mandare verso la chioma molti sali minerali che se sono in eccesso favoriscono la crescita vegetativa della pianta.

Potando lungo invece, rimarrà espansa la chioma che avrà una notevole massa
fogliare in grado di sintetizzare gli zuccheri che favoriscono una maggio formazione di gemme a fiore.

IL DIRADAMENTO DEI FRUTTI

Per ottenere una migliore produzione e sufficiente lasciare un frutto ogni 40-50 foglie.
Sarebbe noioso contare tutte le foglie di uno o più alberi ed allora e sufficiente farlo per una branca, ripetendolo poi per tutto il resto della pianta.

Allo stesso tempo va ricordato che se una pianta di Melo e di Pera caccia dei polloni è inutile ed anche dannoso tagliarli subito.

Così non si fa altro che esasperare una condizione anormale, dal momento che la cacciata dei polloni è indicativa di una maggiore attività della radice rispetto a quella della chioma.

Meglio piegarli per rallentarne lo sviluppo.

MODALITA’ DI ESECUZIONE DI ALCUNE PRATICHE DI POTATURA

Il taglio di grossi rami o di ancor più grosse branche si effetuta con il seghetto,lisciando successivamente con un coltello la superficie tagliata.

Si deve però stare attenti che con l’approfondirsi del taglio, il peso del ramo, che si sta staccando non provochi la cosidetta scosciatura del tronco.

Il ramo da tagliare va appoggiato su di un puntello, oppure, asportare prima la parte pesante e poi intervenire con cura sul moncone rimasto.

COME SI EFFETTUA LA POTATURA

1) Effettuare TAGLI NETTI per facilitare la cicatrizzazione delle ferite e lo sviluppo dei nuovi tessuti , più la cicatrizzazione è rapida minore è la probabilità di penetrazione dei funghi e dei batteri.

2) praticare il taglio sopra una GEMMA o un NODO.

3) ricordare sempre che la MASSIMA REAZIONE VEGETATIVA si manifesta con il MASSIMO VIGORE DELLE GEMME apicali e di quelle più prossime al taglio.
Quando l’operazione a per scopo di provocare un nuovo sviluppo bisogna
tagliare sopra una gemma orientata nella direzione che si vuol far prendere al nuovo ramo.

4) RAMOSCELLI e rami superflui devono essere tagliati alla base, cioè al loro punto di attacco ad altri rami o al fusto.

5) la potatura di riforma varia molto da specie a specie.
In generale PIANTE LEGNOSE si riprendono velocemente se la potatura riguarda i rami dell’annata precedente mentre risentono più a lungo del taglio di parti più vecchie.

Immagine in evidenza da : www.gmag.it

2 Responses to "La Potatura delle Piante"

  1. Micaela ha detto:

    Ogni anno poto il mio glicine , ma non ho mai visto uno stramaledetto fiore , ma dove sbaglio?
    Mi hanno detto che per la fioritura bisogna potare ma vedo che altri non lo fanno ed ogni anno le hanno in fiore ed io invece…nulla !!!

    1. Giardinauta ha detto:

      Ciao, potrebbe essere che sbagli i tempi oppure il modo di potare? inoltre , quanti anni ha il tuo glicine ? è nato da seme o talea ? potrebbe essere troppo giovane magari , se poi nato da seme ad esempio necessita di circa 5 anni prima di fiorire,fammi sapere…

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