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La Poltiglia Bordolese:Come, quando e perchè usarla !

Articolo scritto da Pubblicato il 16 febbraio, 2010

PREMESSA :
Prestare la massima attenzione quando si prepara e si utilizza la poltiglia bordolese, fatelo per voi stessi,fatelo per l’ambiente e fatelo per i vostri amici animali !
La poltiglia bordolese è una miscela di solfato di rame (a ph acido ) e calce( sostanza alcalina quindi neutralizzatrice) che reagendo traloro danno luogo a più composti.
Il RAME, per agire sulle cellule delle crittogame nella sua forma di ione metallico Cu2+, deve sempre essere disciolto in acqua sia quando viene distribuito sia successivamente, con l’umidità o l’acqua che ridisciolgono i residui del prodotto sulla pianta dopo il trattamento.
La solubilità del RAME dopo la distribuzione non dipende soltanto dalla presenza di acqua che è
certamente indispensabile, ma anche dall’anidride carbonica presente nell’aria e dall’ammoniaca presente nell’acqua piovana, oltreché da secreti delle foglie ed escreti degli stessi funghi da combattere.
La CALCE IDRATA è un prodotto del tutto
naturale che si ricava dalla cottura di rocce calcaree così come il
RAME si ricava dalle miniere.
I prodotti contenenti poltiglia sono in genere registrati come non classificati (Nc).
La riclassificazione dei prodotti fitosanitari secondo la direttiva comunitaria 99/45/CE recepita con il DL n° 65 del 14 marzo 2003, pone oggi molti preparati rameici e molte poltiglie già pronte in classe XN,quindi sarà necessario per l’acquisto il “patentino”.
La quantità massima di rame metallo consentita è di 6 Kg/ha/anno.
Surreal grape(vine)Solo per VITE, PERO e MELO è possibile calcolare questo quantitativo su una media quinquennale: per il periodo 2002-2006 non si devono superare complessivamente 38 kg di rame per ettaro (nel periodo 2003-2007saranno 36 Kg di rame per ettaro).
Variando le dosi di rame e calce si possono ottenere poltiglie acide,alcaline o neutre.
Le miscele acide svolgono un’azione pronta, ma più facilmente risultano fitotossiche e perciò ustionanti per la vegetazione colpita,quelle alcaline sono lente, ma più persistenti anche per la maggior adesività conferita dalla presenza di maggiori quantitativi di calce.
La fitotossicità della poltiglia sulla vegetazione e sui frutticini,così come quella di alcuni rameici, è ben nota e si esplica comunque con una riduzione del rigoglio vegetativo e a volte con ustioni sugli organi fiorali che ne sconsigliano l’uso, a parte i casi di indispensabilità e di accertata ridotta sensibilità varietale, durantela fioritura.
Sui frutticini di mele o pere e i giovani acini dell’uva le lesioni
provocate dal potere caustico della
poltiglia si riflettono con la comparsa di ruggine della buccia che soltanto nei casi più gravi può deformare i frutti od impedirne un regolare accrescimento.
La stagione troppo calda e asciutta aumenta la negativa influenza della calce sulla traspirazione cuticolare e stomatica accentuando la riduzione dello sviluppo della vegetazione.
COME SI USA LA POLTIGLIA BORDOLESE
Dato che in un articolo avevamo provveduto a dare qualche piccolo consiglio sul dosaggio per piccoli  trattamenti,vedremo solamente lo spettro d’azione della poltiglia bordolese ed il dosaggio su grande scala.
Le colture sulle quali può essere impiegata, a seconda delle registrazioni riportate in etichetta di ogni formulato commerciale sono diverse: vite, pomacee, drupacee, olivo, agrumi, nocciolo, fragola,piccoli frutti (ribes, mirtillo, mora, lampone ecc.) barbabietola da zucchero, riso, tabacco, oleaginose, ortaggi più svariati a foglia,frutto e bulbo, floricole, piante ornamentali e forestali.
Lo spettro d’attività della poltiglia bordolese risulta essere molto ampio: peronospora,antracnosi, blak rot, corineo, monilia,
fusicocco, ruggini, cancri,ticchiolatura, cilindrosporiosi, septoriosi, escoriosi, vaiolatura,alternaria, cercospora sono alcuni dei principali agenti fungini controllati.
Il rame possiede poi importanti azioni
secondarie ad es.: oidi, moniliee botritis, in questi casi spesso l’azione non è diretta sul fungo ma avviene attraverso l’inspessimento della pellicola esterna dei vegetalie dei loro frutti.
Molto importante l’azione batteriostatica dei ramati che viene sfruttata soprattutto per impedire
o diminuire la diffusione ad es. del temibile Colpo di Fuoco Batterico su Pomacee.
Le dosi d’impiego della poltiglia bordolese non sono mai standardizzabili in quanto dipendono sicuramente dal periodo stagionale in cui ci si trova, dall’andamento meteorologico
e dal rigoglio vegetativo della coltura, dalla zona e dall’aggressività delle malattie da combattere.
Durante l’inverno, quando i fruttiferi sono nello stadio diriposo, la poltiglia può essere utilizzata a dose piuttosto alta, anchedi 1,5 – 2,0 kg per q.le d’acqua, in quanto il legno presenta buona resistenza.
Tuttavia anche qui varietà e specie rappresentano fattore discriminante: ad esempio su pesco le dosi
debbono essere inferiori che su pomacee.
E’ bene che la temperatura non scenda sotto lo zero termico durante la distribuzione e nei giorni successivi.
Se affrontiamo il problema peronospora della vite occorre impiegare almeno 100 g di ione rame per hl d’acqua .
Per quanto attiene all’utilizzo della poltiglia bordolese, il rame viene normalmente addizionato di calce fresca in rapporto 1 a 0,6 cioè , ogni 1.000 g di solfato per 600 g di calce.
Per il primo trattamento antiperonosporico il dosaggio d’impiego della poltiglia che
contiene il 25 % di Cu2+ è bene che non scenda mai sottoi 600/g per q.le d’acqua, questo al fine di creare un consistente deposito su tutta
la vegetazione ancora scoperta.
Per i trattamenti successivi, in genere settimanali, sarà possibile abbassare la dose, in caso di ridotta
piovosità e bassa umidità, ai 400- 500 g, oppure mantenere i 600 g se la stagione risulterà piovosa.
Per gli ultimi due interventi che di norma si eseguono ad intervalli superiori di tempo (15 – 20 giorni l’uno dall’altro) è consigliabile usare dosaggi più elevati quali 800 o massimo 1.000 g per hl d’acqua.
Rimando alla sezione Download dove potrete scaricare un file pdf con tutte le info sulla poltiglia bordolese.

( fonte:Consorzio Fitosanitario di Reggio Emilia)

Immagine di : Giovanni Picuti  Immagine in evidenza da : wikimedia.org

16 Responses to "La Poltiglia Bordolese:Come, quando e perchè usarla !"

  1. giuseppe scrive:

    le vostre spiegazioni sono state molto interessanti nonsolo per un profano ma anche perchi li ha utilizzati senza approfondirne la composizione e l’utilizzo. Grazie.

  2. rudi scrive:

    salve
    vorrei gentilmente avere il parere di un esperto in merito ad una lesione importante della corteccia di un ulivo.
    purtroppo nella diramazione è saltata la cinghia ed ha causato un importante lesione al tronco, asportando parte della corteccia.
    vorrei sapere a questo punto se la poltiglia bortolese potrebbe essermi d’aiuto oppure secondo voi come potrei curare la ferita???
    grazie per una risposta
    saluti Rudi

    1. Giardinauta scrive:

      La poltiglia bordolese assolutamente no !!! Magari dell’argilla impastata con dell’acqua da spalmare sulla ferita che ha proprietà disinfettanti ed antimicotiche, oppure il mastice apposito lo puoi trovare presso un qualsiasi garden center.Ma quanto è grande la ferita?

      1. Rudi scrive:

        E’ molto importante,diciamo che quasi completa il giro fel tronco per un’altezza di circa 15cm.. ho gia’ posato il mastice cicatrizzante,mi consigli quindi di associarlo con degli impacchi di argilla?? Grazie tante

        1. Giardinauta scrive:

          Caspita !! E’ proprio un bel danno! No, non mettere l’argilla se hai già messo il mastice, praticamente adesso è sigillata la ferita, non penetrerà più nulla,credo a questo punto non resti che sperare non ne risenta troppo !! L’ulivo comunque è una pianta piuttosto rustica e robusta, quanti anni ha ?

  3. elena calzolari scrive:

    Salve! Possiedo un giardino, in città con due albicocchi un caco giovane, una bella siepe di viburnio ed una albiziaHo notato molti afidi sugli albicocchi che producono melassa che copre il viburnio. Cosa posso fare per non mortificare così questo bel polmone di verde cittadino?
    Grazie!

    1. Giardinauta scrive:

      Salve Elena,è evidente che gli afidi hanno già fatto un bel danno.
      In questo periodo peraltro utilizzare prodotti a base chimica comporterebbe inevitabilmente il danneggiamento degli insetti utili nella lotta biologica come ad esempio cimici e coccinelle, la presenza di una siepe di viburno in prossimità può essere un buon rifugio per loro.
      Di norma sarebbe meglio adottare alcuni accorgimenti di tipo preventivo per favorire il controllo degli afidi come ad esempio corrette potature,non eccedere con le irrigazioni e con le concimazioni azotate .
      D’altro canto ci sono anche condizioni poco favorevoli alle quali possiamo fare ben poco,ad esempio climi piovosi e umidi non aiutano , e ultimamente l’Italia ci ha donato intere settimane piovose e umide.
      Ora, non mi hai detto in che zona d’Italia è situato l’albicocco, sarebbe utile sapere anche se è in piena terra o in vaso e quanto è alto.
      Si potrebbe ripristinare “l’ordine” con macerati a base di aglio,cipolla oppure peperoncino o ancora pomodoro(http://www.giardinauta.it/naturalmente-curare-le-piante/), tutti utili contro gli afidi, certo, se parliamo di un piantone di 3 / 4 metri di altezza può risultare difficile .
      Ricordati in ogni caso che la poltiglia bordolese è un ottimo prodotto preventivo,ma non contro gli afidi,bensì contro le malattie fungine,per gli afidi meglio utilizzare dei preparati come detto poco sopra sappi però che curare una pianta con metodologie naturali come macerati e infusi richiede tempo,impegno e pazienza.
      L’Alternativa curativa naturale che ti posso consigliare e che richiede senz’altro meno tempo è il piretro ,insetticida a bassa tossicità che non danneggia gli insetti utili e viene prodotto dal Tanacetum cinerariifolium  agisce contro gli insetti succhiatori (come afidi in questo caso) contro gli insetti masticatori e contro zanzare e mosche .
      Visto che il danno è molto esteso ormai,potrebbe essere la scelta giusta il piretro,tuttavia ci si potrebbe anche trovare davanti ad un infestazione ben più grave,quindi, fammi sapere età e altezza della pianta, se in piena terra o in vaso e se puoi mandami delle foto, non pretendo che siano professionali, cerca solo di inquadrare bene i rami colpiti e vediamo se riesco ad aiutarti ulteriormente inviale a info@giardinauta.it
      Visita anche il link che ho segnalato così intanto inizi a farti un idea su infusi e macerati utili contro gli afidi potrà tornare utile in futuro .
      Resto in attesa di tue notizie. Grazie,Saluti.

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