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Il carburante arriva dalle patatine fritte

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Sembrerebbe incredibile ma è tutto vero: una azienda newyorkese utilizza come biodisel l’olio di cottura delle patatine fritte.
L’olio (d’oliva, d’arachidi, di colza, di girasole) viene raccolto nei centri di maggiori produzione di patatine fritte, e poi raffinato attraverso un sistema di filtraggio che lo rende trasparente e miscelabile con qualsiasi altro carburante bio-diesel.
Il vantaggio? Oltre ad evitare sversamenti inopinati nel mare e nei fiumi, il vantaggio “verde” è nel fatto che il gasolio contiene CO2 formatasi in tempi remotissimi sulla Terra, e che era rimasta intrappolata nelle molecole dell’idrocarburo.
Bruciandolo di fatto si immette nell’atmosfera di oggi carbonio che prima non c’era, in pratica vi si aggiunge una percentuale dell’80% circa, che è quanto si risparmia usando il biodisel ricavato dall’olio di cottura delle patatine.
Nel 2012 i camion della McDonald  per le consegne negli Emirati Arabi Uniti hanno percorso circa 800.000 miglia utilizzando un carburante al 100 per cento biodiesel, riciclato dall’olio fritto di cucina scartato dai fast food della catena.
Il 75 %  dei fast food McDonald degli Stati Uniti  mandano l’olio alimentare usato ai produttori di carburanti biodiesel. Ad utilizzare per biocarburanti tutto l’olio di cucina usato sono invece il 100 per cento dei fast food McDonald presenti negli Emirati Arabi Uniti che lo consegnano al produttore di biocarburanti Neutral Fuels di Dubai che, a sua volta, lo ricicla e converte in biodiesel al 100 per cento.
La Neutral Fuels  e’ il primo produttore di biodiesel al 100% venduto in Medio Oriente.
Mentre la compagnia aerea Klm , userà l’olio di frittura come  carburante per i voli che collegano il JFK di New York ad Amsterdam.
A fornire l’olio in questo caso saranno i ristoranti della Louisiana, e si tratterà di  una miscela composta al 25% dall’olio per friggere e al 75% da carburante tradizionale.
L’olio di frittura è sempre stato una risorsa secondaria per chi non poteva permettersi il petrolio (nell’artigianato tradizionale si ricordano le “bugie”, delle lanternine dove si bruciava olio usato) e in molti paesi, specie al Sud, è usato per fare il sapone cosiddetto “di casa”, indicato per lavarsi se si hanno affezioni alla pelle.
Tuttavia è possibile e consigliabile in questi casi affidarsi ad uno dei tanti negozi, anche on-line,che vendono sapone prodotto con olio d’oliva non combusto e di origine biologica certificata oppure continuare a farselo in casa ma partendo da olio non combusto.
Che il risparmio energetico potesse venire dall’icona dell’edonismo dei fast food nessuno se lo sarebbe aspettato.

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