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Animali – microchip e tattoo non registrati

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L’identificazione degli animali risale all’epoca in cui si dovevano marchiare i capi di bestiame da macello o vendita, per individuarne il proprietario e scongiurare
così i furti di cavalli o di greggi di ovini o bovini.


Il tatuaggio è stato utilizzato per un certo periodo anche per il riconoscimento dei cani domestici,ma a lungo andare si è rivelato del tutto inefficace poiché richiede la sedazione completa per poterlo effettuare, inoltre i dati sono di difficile lettura e tendono a sbiadire; alcuni cani hanno pelle puntinata o macchiata e il tatuaggio diventa illeggibile, inoltre è facile manometterlo con rimozioni di lembi di pelle o bruciature.


Perciò, per l’identificazione del cane domestico si è passati al microchip, un microscopico transponder che permette di abbinare i dati del cane a quelli del proprietario (termine improprio che vorremmo fosse sostituito con “responsabile”).
Purtroppo questo non accade sempre e numerosissimi sono i cani (e anche i gatti, visto che esiste da qualche anno anche un’anagrafe felina) che possiedono il microchip, ma non è possibile risalire al “proprietario”.
La disfunzione è presente più o meno in tutta Italia con punte al Sud, anche se alcune zone , come la Romagna, sembrano essere più efficienti.
Il problema è avvolto da una gran nube di confusione e ASP e veterinari sostengono la loro buona fede e la loro innocenza.
Il problema è che non esiste un registro pubblico per registrare i cani, ma solo uno privato, nato proprio per limitare questa disfunzione.
Succede quindi spessissimo che un cane smarrito, provvisto di microchip, non sia riconducibile ad una famiglia poiché i dati del “proprietario” non sono stati correttamente inseriti o non sono stati inseriti affatto.
COSA POTETE FARE?
Appena microchippate il vostro cane, è chiedere la prima lettura e vedere se corrisponde al codice numerico che vi hanno dato.
Assieme al codice, che deve essere scritto sul libretto, vi verrà consegnata una speciale medaglietta triangolare di color rosso cupo,su cui è scritto il codice del chip.
Sarebbe buona norma che il cane abbia sempre un collare, anche sottile, con una medaglietta di riconoscimento (a volte molto più funzionale del chip!) e la sua medaglietta di riconoscimento dell’Anagrafe Canina.
Passato un certo periodo andate da un diverso veterinario e chiedete una seconda lettura del chip e riscontrate se i vostri dati sono abbinati.
Se non lo sono recatevi dal veterinario che ha inserito il chip e chiedete spiegazioni,
e in seguito recatevi all’Anagrafe Canina della vostra ASP e richiedete, eventualmente anche via raccomandata, l’assegnazione della vostra titolarità al microchip inoculato al cane.
Se vi verrà negato questo diritto è bene recarsi immediatamente alla più vicina Caserma dei Carabinieri e eseguire un esposto o direttamente sporgere querela.
Sappiate però che è una via in salita e che potreste
dover anticipare spese legali ragguardevoli.
In ogni caso, e subito,potete controllare attraverso il sito web del Ministero della salute al link  www.salute.gov.it inserendo il numero del tatuaggio o microchip del vostro amico peloso

Immagini da : Gazzettadiparma.it e moebiusonline.eu

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